Un vino da scoprire


MARSALA:

il calore del sole in bottiglia Secco, semisecco o dolce, raccoglie tutti i profumi del Mediterraneo. Si sposa con molti cibi, ma è anche un ottimo vino da meditazione

Articolo da Rivista  Cucina MODERNA

Sapete che. ••
Molte persone pensano che il vero Marsala sia quello all’uovo, alle mandorle o al mandarino. Invece questi prodotti sono vini aromatizzati che utilizzano soltanto il Marsala come base.

Il vino Marsala ha una storia antica: è nato dall’arguzia di due commercianti inglesi che si innamorarono del robusto vino della città omonima. Nel 1773 sbarcò sull’isola di Sicilia John Woodhouse e decise di trasportare un po’ di quel vino in patria, ma prima ne distillò una parte e aggiunse l’alcol ricavato al vino rimasto per elevarne la gradazione alcolica rendendolo così più conservabile. Nel 1806 giunse Benjamin Ingham che apportò un’altra modifica: fece cuocere un po’ del dolce mosto ricavato dalle uve appena spremute fino a ottenere un caramello, che aggiunse al Marsala caratterizzandone il sapore. Questo vino piacque così tanto nelle corti europee, che nel 1833 il siciliano Vincenzo Florio aprì un suo stabilimento destinato a diventare il più importante del luogo.

Nel frattempo era diventata consuetudine invecchiare il Marsala per molti anni nelle botti, e ne venne creato un tipo secco e uno dolce. Oggi il Marsala è diventato un vino DOC strettamente regolamentato e se ne possono ottenere oltre una decina di tipologie completamente diverse tra loro.

OCCHIO ALL’ETICHETTA

Quando acquistate un Marsala osservate l’etichetta: Marsala Fine è quello che è stato sottoposto all’invecchiamento di un anno in botte; Superiore a 2 anni; Superiore Riserva a 4 anni; Vergine a 5 anni e Vergine Riserva a 10 anni. Inoltre, in base agli zuccheri presenti, il Marsala viene definito Secco, Semisecco e Dolce; e, secondo il colore, in Oro, Ambra (con il caramello) e Ruby (ricavato solo da uve rosse).

MATRIMONI PERFETTI

L’abbinamento del Marsala con il cibo è strettamente legato al suo contenuto zuccherino: quello secco, che di solito è un Vergine, può essere un insolito aperitivo accompagnato da pistacchi salati o fettine di pesce affumicato, può accompagnare formaggi come il pecorino stagionato, ma può essere anche bevuto fuori pasto come vino da meditazione. I semisecchi si sposano con pàté di fegato e di selvaggina, con formaggi stagionati piccanti, con la frutta secca, e con scaglie di cioccolato. Quelli dolci prediligono la pasticceria secca, soprattutto a base di mandorle e nocciole.

LA TEMPERATURA

Per tutte le tipologie di Marsala esiste una regola molto semplice: non vanno mai bevuti a temperatura ambiente, bensì freschi di frigo, cioè attorno ai 10-12°: in questo modo, la loro gradazione alcolica che varia tra i 17 e i 19°, risulta meno avvertibile e fastidiosa. I bicchieri ideali sono quelli di medie dimensioni che si restringono leggermente alla sommità, consentono una buona ossigenazione iniziale e una miglior espressione dei profumi che spaziano dalla vaniglia alla noce, dalla mandorla amara alla scorza di cedro candita.

QUANTO TEMPO SI CONSERVA

Tutti i Marsala hanno una vita molto lunga e, se le bottiglie sono ben chiuse, si conservano in casa per anni. Una volta aperta, invece, la bottiglia tappata si conserva in frigo per non più di 10-15 giorni.

SE IL VINO AVANZA

II Marsala secco è ottimo per lo zabaione e per le scaloppine, mentre i tipi semisecchi e dola sono perfetti per macedonie.

LE BUONE BOTTIGLIE

Marsala Vergine Oro Secco Terre Arse Florio
Marsala Superiore Oro Semisecco Vigna La Miccia, Marco De Bartoli
Marsala Fine Fuby Semisecco, Pellegrino
Marsala Superiore Ambra Semisecco, Alvis
Marsala Superiore Ambra Dolce, Lombardo