Strade dei vini Lombardia

Brescia, provincia da scoprire

La viticoltura bresciana si sviluppa lungo le colline pedemontane tra il lago di Garda e il lago d’Iseo. I vini prodotti nella Provincia sono tutelati dai Consorzi di produttori che valorizzano i vini a D.O.C. (Denominazione di Origine Controllata) e IGT (Indicazione Geografica Tipica) della propria zona, garantendone la qualità attraverso numerose azioni, tra le quali anche il controllo sul rispetto delle regole dei disciplinari di produzione. Insieme, tutti i Consorzi bresciani rappresentano un totale di circa 3000 ettari di vigneti DOC posti su terreni vacati alla viticoltura, che producono circa di 30 000 tonnellate di uva e 1 800 000 ettolitri di vino: quantitativi bassi, oltre che per le ridotte superfici a disposizione, anche per le rese contenute che si debbono ottenere se l’obiettivo è la qualità del prodotto finale. Non può esservi altro posto che quello riservato alla qualità, alla tradizione, alla tipicità, alla salvaguardia della viticoltura nel rispetto profondo dell’ambiente e del paesaggio. Ciascun Consorzio mantiene una propria autonomia e individualità, anche per esaltare le peculiarità dei vini prodotti nelle diverse zone: dalla nobile effervescenza del Franciacorta alla finezza e ricchezza del Terre di Franciacorta bianco e rosso, dalla struttura del rosso di Botticino alla splendida sapidità dei bianchi di Lugana, dal corposo equilibrio del Cellatica rosso alla fine piacevolezza del bianco e alla avvolgente morbidezza del rosso di Capriano del Colle, fino alle delicate note del San Martino della Battaglia e alla variegata realtà enologica del Carda Classico, zona dove troviamo vini bianchi e rossi per ogni palato e occasione, tra i quali spicca il particolarissimo Carda Classico Chiaretto. È per valorizzare ulteriormente questi vini abbinati con gli altri grandi prodotti dell’agroalimentare bresciano che sono state realizzate le strade dei vini.

La Strada si sviluppa nell’area della Provincia di Brescia. Partendo dal capoluogo si snoda a sudest, per chiudersi su Brescia attraverso la zona vitivinicola posta a nordest (come evidenziato nella cartina). Dal castello di Brescia sul colle Cidneo, sul cui versante nord si coltiva il vigneto della Pusterla, ci si dirige verso sud in direzione Azzano Mella, per proseguire in direzione di Caprìano del Colle, Poncarale, Montìrone, Castenedolo, Ciliverghe, Rezzato, Botticino e ritornare a Brescia passando per il sobborgo di Sant’Eufemia.

Brescia è l’inizio e la fine del viaggio enogastronomico e culturale: Brescia città d’arte che orgogliosamente mostra l’imponenza della civiltà romana, lo splendore medievale di Santa Giulia, il vigneto urbano produttivo più grande del mondo: il vigneto Pusterla, ai piedi del castello sotto la torre detta “dei francesi”. È coltivato a uve invernenga, vendemmiate tardivamente per produrre il Pusterla Bianco, unico ed esclusivo vino della città.

La Strada del vino Colli dei Longobardi rappresenta un sistema strutturato di offerta turistica, che abbraccia un intero percorso e territorio, in cui gli elementi dì attrazione sono costituiti dal vino così come dal prodotto tipico, dalle attività artigianali, dal paesaggio, dalla storia, dalla lunga tradizione culturale ed artistica. I prodotti interessati dalla Strada del vino Colli dei Longobardi appartengono a due Consorzi Tutela Vini DOC: Consorzio Tutela di Botticino, che comprende i Comuni di Brescia, Rezzato e Botticino, sulle cui colline rocciose in un terreno argilloso-calcarico si coltivano vigneti di Barbera, Marzemino, Sangiovese e Schiava Gentile un vino rosso asciutto di corpo e umico.

Nello stesso comprensorio si possono gustare salumi artigianali da piccoli allevamenti, visitare le cave di marmo (dove in estate si allestiscono programmi culturali, concerti, spettacoli) e la scuola di restauro che diploma esperti richiesti a livello nazionale.

A Botticino si può visitare un interessantissimo ‘Museo del marmo”, articolato in cinque sezioni che corrispondono alle fasi di trasformazione del famoso marmo Botticino Classico (impiegato, per citare solo due esempi, nella costruzione del Vittoriano di Roma e della Casa Bianca a Washington). La zona è anche ricca di Santuari, come quello di Rezzato e quello di San Gallo, mete di pellegrinaggi oltre che di passeggiate. Poco lontano ha sede un importante scuola di formazione che opera ad altissimo livello nel settore dell’enogastronomia: la Cast Alimenti. A sud e a sudest di Brescia le pendici del Monte Netto e della collina dì Castenedolo sono ricoperte dai rigogliosi vigneti delle aziende del Consorzio Tutela Vini DOC Capriano del Colle.

Il terreno argilloso; e quasi privo di calcare, permette di produrre uve di trebbiano, per un vino bianco secco, delicato e gradevole, mentre i vigneti di Sangiovese, Marzemino, Barbera, Cabernet e Merlot compongono l’uvaggio di vini rossi ideali con i saporiti piatti della cucina bresciana e i formaggi della zona. A Montirone il caseificio cooperativo produce con il latte di allevamenti associati formaggi teneri, come lo Stracchino Bresciano e il Grana Padano denominatore comune di tutto il distretto.

A Ciliverghe, nell’imponente settecentesca Villa Mazzucchelli, la Fondazione Giacomini-Meo ha allestito il Museo del Vino e del Cavatappi, con una collezione di oltre 2000 cavatappi raccolti in ogni parte del mondo, e accanto il Museo della Donna e del Bambino, con una ricchissima collezione di abiti, oggetti legati al mondo della donna, giocattoli, etc.

Il marchio della Strada del Vino Colli dei Longobardi raffigura stilizzato il galletto segnavento, commissionato dal Vescovo Ramperto a un artigiano locale, per il campanile della chiesa di San Faustino in Brescia. È un reperto conservato nella sezione longobarda del Museo di Santa Giulia, punto di partenza del nostro percorso, insieme al vigneto Pusterla che già in epoca longobarda forniva il suo vino alle monache di quel convento.
C/o Solarla Seri
Via Andrea del Sarto, 37
25124 Brescia
tel 0 3 0 – 23 12 791 -fax 0 3 0 – 23 12 78-

Strada del vino Franciacorta

Questo fascinoso percorso ha origine alle porte di Brescia verso il Lago d’Iseo, in località Mandolossa, che nel 1277 fu teatro dello scontro verbale e giuridico tra la città e gli abitanti delle Quattro Quadre, distretti situati oltre il Mella, per la costruzione del ponte sul fiume.

Sulle colline che dividono la Franciacorta dalla Valtrompia, il primo centro abitato che si incontra è Gussago; di epoca preromana, acquistò grande importanza durante il Medioevo quando fu teatro della Pace di Gussago (1313). Quella intorno a Cellatica è la zona viticola più antica della Franciacorta, nota fin da epoca romana. Il suo Duomo (sec. XVI) conserva un’Ultima Cena della scuola del Romanino. L’abbazia olivetana di San Nicola, imponente e antica oasi di pace, caratterizza il centro di Rodengo Salano, conserva opere di Poppa, Romanino, Moretto, Cossali e Gambara. Più oltre, Ome il cui toponimo sembra derivare da “i omn” gli uomini, ricca di case in pietra dalla tipica architettura.

A breve distanza si trova Monticelli Brusati, immersa tra le colline più intatte della Franciacorta; qui merita sicuramente una visita il Santuario della Madonna della Rosa del XIV secolo. Passando da Camignone, punteggiata dalle tradizionali ville-cantina, si giunge a Passirano dove sorge imponente il castello fondato nel X secolo, per difendersi dalle invasioni ungare. Il Castello Orlando, il cui nucleo centrale è costituito da una roccaforte romana, sovrasta invece il paese di Bornato.

Intorno alla roccaforte, all’inizio del Medioevo, fu costruita una cinta fortificata all’interno della quale nel secolo XVI venne edificata una villa. Dominata dal colle di Santo Stefano su cui si erge l’omonima chiesa seicentesca, è Calino con le sue tipiche case padronali franciacortine, dagli imponenti porticati.

Giunti a un quarto del percorso, tra le ondulazioni delle colline circostanti, si trova Cazzago San Martino con il seicentesco palazzo municipale e Villa Bertoni Cazzago dello stesso periodo, ma che ingloba torrioni duecenteschi. Proseguendo verso sud e tagliando la Franciacorta quasi nel mezzo si arriva a Rovaio, sede di un antichissimo mercato del bestiame che conserva un porticato di Rodolfo Vantini in Piazza Cavour.

Ai piedi del Monte Orfano si trova Coccaglio, il cui territorio fu abitato già nell’età del bronzo e fu sede di un “castrum” romano. Alle colonie rurali romane rimanda anche il nome di Cologne, piccolo centro le cui origini risultano evidenti dai resti dell’imponente torre di avvistamento, che si trova tutt’ora sul Monte Orfano.

Fin dal XV secolo uno dei luoghi di villeggiatura prediletti dalla nobiltà lombarda è stato Erbusco, oggi cuore della produzione del vino Franciacorta; qui trovano sede sia l’Associazione Strada del Vino Franciacorta sia il Consorzio per la tutela del Franciacorta.

Dimore signorili e imponenti ville sono solo alcune delle testimonianze che emergono dal passato del paese, numerosi sono infatti i ritrovamenti archeologici di età preistorica e romana. Superata la metà del percorso si incontra, tra i vigneti, Borgonato paese di origine altomedievale che fu per lungo tempo la residenza estiva del monastero di Santa Giulia di Brescia.

Pro vaglio d’Iseo dalle origini preistoriche, come dimostrano i villaggi palafitticoli delle vicine Torbiere Sebine, fu importante in epoca medievale, anche grazie alla presenza sul suo territorio del monastero di San Pietro in Lamosa, uno dei primi centri cluniacensi in Italia.

Poco distante si adagia Timoline borgo di origini longobarde, come testimoniano i resti trovati ai piedi del Monte Alto. Muri di sassi caratterizzano le antiche case del centro di Colombaro, ricca di palazzi appartenuti a nobili famiglie come i Barboglio de Gaioncelli o i Lana.

A Nigoline, il quattrocentesco palazzo Monti della Corte emerge per i notevoli pregi artistici e architettonici tra le altre dimore patrizie. Ordinati filari di viti anticipano l’accesso ad Adro, dominato da una torre ghibellina in pietra, che aveva funzioni di avvistamento.

Gli animali selvatici che un tempo popolavano i boschi circostanti sono all’origine del toponimo Capriolo, arroccato su un colle con un castello alla sommità che fu eretto probabilmente verso il secolo X-XI su rovine romane. L’estremo limite occidentale della Franciacorta, tappa finale del tour, è segnato da Paratico sul Lago d’Iseo. L’importanza che ebbe in passato il paese è lestimoniata dai ruderi del Castello Lantieri, che secondo la leggenda avrebbe ospitato Dante Alighieri

Associazione
“Strada del vino Franciacorta” Via Verdi, 53 25030 Erbusco (BS)
tel. 0 3 0 – 77 60 870

Strada dei Vini Bresciani del Garda

Il percorso può iniziare da Lonato, la cui lunga storia è testimoniata dalla Rocca del secolo XIII e dalle antiche fornaci romane. I dintorni offrono importanti esempi di arte e cultura come la Casa del Podestà con la preziosa Fondazione Ugo da Como, e religiosi con piccole chiese romaniche o importanti abbazie come quella di Maguzzano. La presenza sul territorio di chiese romaniche e castelli è comunque una costante che si incontra più volte lungo il percorso.

La seconda sosta è Calvagese della Riviera con il suo castello. Tra Lonato e Calvagese, una breve deviazione ci porta a Padenghe, denominata dal panoramico castello e verde porta dei Valtenesi. Si può effettuare una tappa in località Arzaga e merita una visita il castello di Drugolo, perfettamente conservato. È questa una zona ricca di golf magistralmente inseriti nel paesaggio tra il verde delle colline e il blu del lago.

Tappa successiva è Polpenazze che custodisce vestigia di epoca celtica, etrusca e romana, come testimonia la chiesa di San Pietro in Lucone, costruita nel secolo IX sui resti di un tempio pagano. A Soiano è possibile visitare il castello del secolo IX.

 

A pochi chilometri c’è Puegnago borgo dalle origini celtiche caratterizzato dai laghetti di Sovenigo ricchi in estate di ninfee e di fiori di loto. Salendo si arriva a Gardone Riviera, scelta da Gabriele d’Annunzio per la costruzione del Vittoriale degli italiani, singola¬re casa museo.
Scendendo, sul piccolo golfo omonimo, si incontra Salò; il suo Duomo è il più importante e rappresentativo edificio in stile gotico-rinascimentale presente sul territorio, Di qui si passa a San Felice del Benaco da dove si ammira l’Isola di Garda, la più grande del lago.

Costeggiando il golfo di San Felice si raggiunge Pieve Vecchia, con una chiesa romanica del secolo XII. Sul punto più alto del promontorio è la Rocca di Manerba contornata da un panoramicissimo parco naturale a picco sul lago. Proseguendo si incontra Moniga, in fondo al paese si impone il castello, uno dei meglio conservati della Valtenesi (secolo IX-X).

Già in epoca romana Desenzano ebbe una grande importanza per la sua posizione geografica. Sulla piazza, il palazzo del Provveditore ricorda il dominio veneziano. Percorrendo la litoranea verso est si giunge a Sirmione, che il poeta Catullo definì una perla, tanto da fissare qui la sua residenza, di cui sono ancora visibili i resti. Da Sirmione si scende nell’entroterra fino a Pozzolengo, con i resti di un importante castello e i ruderi dell’abbazia di San Vigilie del 1104. Verso nord si incontra San Martino della Battaglia, dove nel 1859 si combattè una delle più importanti battaglie del Risorgimento.

C/o Palazzo del Turismo Via Porto Vecchio
25015 Desenzano Del Garda (Bs)

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